Foglio di servizio elettronico NCC: il Ministero rinuncia all’appello

Per gli NCC arriva un passaggio importante nella lunga vicenda del Foglio di Servizio Elettronico. Dopo l’annullamento del decreto interministeriale n. 226 del 16 ottobre 2024 da parte del TAR del Lazio e la successiva pronuncia della Corte Costituzionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha formalmente rinunciato all’appello davanti al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR.

La decisione rappresenta un risultato significativo per migliaia di imprese e conducenti che negli ultimi anni hanno contestato l’impianto del Foglio di Servizio così come era stato concepito dal Ministero.

Dal decreto 226 alla sentenza del TAR

Il decreto n. 226/2024 era stato adottato per disciplinare le modalità di compilazione e gestione del Foglio di Servizio Elettronico previsto dalla legge n. 21/1992.

Il provvedimento introduceva un sistema informatico ministeriale attraverso il quale gli NCC avrebbero dovuto registrare e gestire i propri servizi. Tra gli aspetti maggiormente contestati c’erano il vincolo dei 20 minuti tra prenotazione e inizio del servizio in determinate situazioni, il collegamento della partenza con il luogo di arrivo del servizio precedente e l’utilizzo dell’applicazione informatica ministeriale.

Le associazioni di categoria, tra cui la FINCC, avevano contestato soprattutto il fatto che il decreto, secondo la loro impostazione, non si limitasse a definire gli aspetti tecnici del Foglio di Servizio, ma introducesse nuovi vincoli sull’organizzazione e sull’attività economica delle imprese NCC.

Il TAR del Lazio, con la sentenza n. 15273 del 4 agosto 2025, ha annullato il decreto 226/2024 e le relative disposizioni attuative.

La Corte Costituzionale mette fine ai principali vincoli

La Consulta, con la sentenza n. 163/2025, ha successivamente dichiarato illegittime alcune delle principali disposizioni introdotte dal decreto.

In particolare, la Corte Costituzionale ha stabilito che lo Stato non poteva introdurre attraverso quel decreto il vincolo dei 20 minuti, alcune limitazioni relative ai contratti con soggetti che svolgono attività di intermediazione e l’obbligo per gli NCC di utilizzare esclusivamente l’applicazione informatica ministeriale per il Foglio di Servizio.

Sono state inoltre annullate le corrispondenti disposizioni contenute nelle circolari ministeriali del dicembre 2024.

La vicenda, quindi, non riguarda soltanto il sistema informatico, ma il principio secondo cui un decreto ministeriale non può introdurre nuovi vincoli sostanziali all’attività delle imprese oltre quanto previsto dalla legge.

Cosa devono fare ora gli NCC?

Questo è il punto più importante per gli operatori.

L’annullamento del decreto 226/2024 non significa che sia stato cancellato l’obbligo del Foglio di Servizio.

Rimane quindi l’obbligo previsto dalla legge n. 21/1992 e dalla legge n. 12/2019, con i relativi contenuti minimi. È invece venuto meno l’impianto regolamentare introdotto dal decreto 226/2024.

E’ quindi importante che gli NCC continuino a garantire la tracciabilità dei servizi, conservando per 15 giorni la documentazione relativa alle prenotazioni e alle prestazioni effettuate, così da poter dimostrare, in caso di controllo, l’esistenza e le caratteristiche del servizio.

È inoltre importante non confondere il Foglio di Servizio con il RENT, che rappresenta un sistema distinto e disciplinato da una propria normativa.

Si attende un nuovo decreto del Ministero

Nel febbraio 2026 il MIT ha avviato un nuovo confronto con le associazioni di categoria, prospettando la sostituzione integrale del decreto 226/2024 con un nuovo provvedimento.

L’orientamento annunciato dal Ministero sarebbe quello di adottare un sistema basato sulla neutralità tecnologica, consentendo agli NCC di gestire il Foglio di Servizio in formato digitale senza riproporre i vincoli del precedente sistema.

Si tratta però di un orientamento e non di una nuova disciplina già entrata in vigore.

La situazione in Sardegna

Per gli NCC della Sardegna il quadro presenta un ulteriore elemento da considerare.

La Regione Sardegna ha approvato la legge regionale n. 16/2025 con una propria disciplina sul Foglio di Servizio, prevedendo una fase transitoria nella quale gli operatori possono utilizzare un foglio cartaceo o elettronico contenente i dati minimi previsti dalla normativa statale.

Il Governo aveva impugnato la norma regionale davanti alla Corte Costituzionale, ma nel 2026 ha rinunciato al ricorso e la Corte ha dichiarato estinto il giudizio.

Per gli operatori sardi è quindi importante tenere conto anche della disciplina regionale applicabile, oltre a quella nazionale.

Una vittoria importante, ma la partita continua

La rinuncia all’appello da parte del Ministero rappresenta un passaggio importante per il settore NCC, ma la vicenda non può ancora considerarsi definitivamente conclusa.

Il Foglio di Servizio rimane previsto dalla legge e il Ministero dovrà ora definire un nuovo quadro tecnico e operativo, tenendo conto delle indicazioni emerse dalle sentenze.

La sfida sarà trovare un equilibrio tra digitalizzazione, controlli efficaci, tutela dei dati e libertà di organizzazione delle imprese.

Il nuovo Foglio di Servizio dovrà essere uno strumento semplice da utilizzare, senza trasformarsi in un ulteriore sistema autorizzativo o in un insieme di vincoli non previsti dalla legge.

Digitalizzazione sì. Controlli sì. Ma con regole chiare, proporzionate e rispettose del lavoro delle imprese NCC.